L'opera, atto per atto
La Traviata spiegata a chi vi assiste per la prima volta
La Traviata di Verdi per una prima serata all'opera: cosa significa il titolo, chi è chi, la storia atto per atto e la musica da ascoltare.
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La traviata è la tragedia in tre atti di Verdi dedicata a Violetta Valéry, una cortigiana parigina che abbandona la sua vecchia vita per Alfredo Germont e viene poi costretta a rinunciarvi. Debuttò a Venezia il 6 marzo 1853 ed è cantata in italiano. Conosci i tre atti in anticipo e potrai semplicemente ascoltare: una festa e un brindisi, una casa di campagna e uno scandalo pubblico, poi un'ultima stanza e un addio.
Cosa significa il titolo
La traviata in italiano significa "La donna traviata". Verdi e il suo librettista, Francesco Maria Piave, chiamarono inizialmente l'opera Violetta, dal nome della protagonista, e il titolo cambiò prima della prima. Il libretto è tratto da La Dame aux camélias, un dramma di Alexandre Dumas figlio rappresentato per la prima volta nel 1852, che Dumas adattò dal proprio romanzo del 1848. Verdi vide lo spettacolo a Parigi quel febbraio e iniziò subito a comporre. Da allora l'opera è tra le più rappresentate al mondo. La parola italiana traviata descrive una donna che si è allontanata dalla retta via, e l'opera di Verdi chiede al pubblico di giudicare quanto equamente venga trattata.
Chi è chi
Tre personaggi reggono la storia. Violetta Valéry è un soprano e la cortigiana al centro della vicenda. Alfredo Germont è un tenore, un giovane di famiglia rispettabile che si innamora di lei. Giorgio Germont, il padre di Alfredo, è un baritono, e l'opera ruota attorno al suo incontro con Violetta nel secondo atto. Attorno a loro ci sono Flora, l'amica di Violetta, il Barone Douphol, il suo amante attuale, la cameriera Annina e il Dottor Grenvil. Un coro interpreta gli invitati alle due feste. Violetta, Alfredo e Giorgio guidano l'intreccio; gli altri animano soprattutto le due feste. Verdi assegna a ogni protagonista un tipo di voce adatto alla parte, e la musica del soprano cambia più di quella di chiunque altro. Ascoltare le tre voci come personaggi distinti è il modo più rapido per seguire la storia.
Atto I: la festa
Il primo atto è una festa nel salotto di Violetta a Parigi. Ad Alfredo viene chiesto di cantare un brindisi, un canto conviviale, e nasce così Libiamo ne' lieti calici: Beviamo dai lieti calici. Gli invitati danzano nella stanza accanto, e Violetta, senza fiato, rimane indietro. Alfredo le dichiara il suo amore. Lei gli dona un fiore e gli chiede di riportarglielo quando sarà appassito. Rimasta sola, si domanda se potrà mai rinunciare alla sua libertà, e l'atto si chiude sul suo Sempre libera, Sempre libera. Il Barone, l'amante attuale di Violetta, rifiuta di fare il brindisi, e la compagnia si rivolge ad Alfredo.
Atto II: la casa di campagna e la festa di Flora
Tre mesi dopo Violetta e Alfredo vivono in una casa di campagna fuori Parigi. Alfredo scopre che lei ha venduto i suoi averi per mantenerla. Poi suo padre, Giorgio Germont, le fa visita e le chiede di rinunciare a suo figlio, perché la sua reputazione minaccia il fidanzamento della figlia. Lei accetta e scrive una lettera d'addio. Alla festa di Flora, Alfredo, senza sapere perché lei se ne sia andata, la umilia davanti agli invitati. Suo padre entra e lo condanna. Alla festa ci sono artisti, con un coro di zingarelle e uno di matadori, e Alfredo vince forte a carte prima di gettare le sue vincite ai piedi di Violetta.
Atto III: l'ultima stanza
L'atto finale si svolge nella camera da letto di Violetta. La sua tubercolosi è peggiorata e il medico dice che le resta poco tempo. Lei legge una lettera di Giorgio Germont in cui le dice di aver rivelato ad Alfredo il suo sacrificio, e canta Addio, del passato, Addio, bei sogni lieti del passato. Alfredo ritorna e gli amanti si riuniscono. Parlano di lasciare Parigi insieme, ma lei sa che è troppo tardi. Per un momento si sente rianimare, e poi muore tra le sue braccia.
La musica da ascoltare
Il preludio si apre con archi molto dolci e molto acuti che ritraggono la fragile eroina, poi il tema principale dell'amore. I ritmi di valzer attraversano il primo atto e gli conferiscono un'atmosfera parigina. La musica di Violetta cambia insieme a lei: coloratura ornata, quasi febbrile nel primo atto, linee più drammatiche nel secondo, e una qualità spirituale mentre muore. Wikipedia osserva che La traviata è l'unica tra le molte opere di Verdi ambientata interamente al chiuso, ed è per questo che una navata di chiesa, dove le voci risuonano vicine, può esserle adatta. La partitura di Verdi include una banda sul palco nelle scene di festa, che conferisce alla musica da ballo un suono di strada e di salotto.
I brani famosi, in ordine
Vale la pena conoscere per nome diversi momenti, e la sinossi di Wikipedia ne riporta i testi. Arrivano nell'ordine della storia, così potete spuntarli man mano che la serata procede. I primi due chiudono l'atto d'apertura, i due successivi appartengono al confronto tra il padre e l'eroina, e l'ultimo è il commiato dell'eroina. Wikipedia registra anche che la festa del secondo atto include i cori delle zingarelle e dei matadori.
- Atto I: Libiamo ne' lieti calici, il brindisi, Beviamo dai calici gioiosi
- Atto I: Sempre libera, la decisione di Violetta di restare libera
- Atto II: Pura siccome un angelo, Giorgio Germont le chiede di rinunciare ad Alfredo
- Atto II: Di Provenza il mar, il canto di casa di Giorgio per riportare a sé il figlio
- Atto III: Addio, del passato, il commiato di Violetta dai sogni felici
Una prima serata fallimentare
La prima al Teatro La Fenice di Venezia, il 6 marzo 1853, non andò bene. Il pubblico a tratti derise e rivolse un certo disprezzo verso la scelta della Violetta, e le autorità avevano preteso che l'opera fosse ambientata intorno al 1700 anziché ai giorni nostri. Il giorno dopo Verdi scrisse che era stato un fiasco e si chiese se la colpa fosse sua o dei cantanti. Dopo alcune revisioni, l'opera fu ripresentata al Teatro San Benedetto di Venezia il 6 maggio 1854 e fu un grande successo. Il primo atto fu accolto con applausi, ma nel secondo il pubblico si rivoltò contro l'esecuzione.
Come viaggiò l'opera
Dopo la produzione veneziana riveduta, La traviata si diffuse rapidamente. Wikipedia elenca le sue prime rappresentazioni a Madrid il 1° febbraio 1855, a Vienna il 4 maggio 1855 e a Barcellona nell'ottobre di quell'anno, poi a Londra il 24 maggio 1856, dove fu considerata moralmente discutibile, e a Buenos Aires nel giugno 1856. New York l'ascoltò il 3 dicembre 1856 e Parigi il 6 dicembre 1856, dapprima in italiano. Ovunque andasse, il pubblico discuteva dell'eroina, e l'opera continuava a tornare sulle scene.
Cosa aspettarsi in una chiesa
I solisti di Opera e Lirica, provenienti da teatri e accademie musicali italiane, si esibiscono con coro e orchestra, e la produzione affida scene e costumi alla sartoria Bolero Sartoria. È un'opera rappresentata in una navata, non su un palcoscenico da teatro d'opera, quindi la dimensione è intima e il suono è vicino. La lingua è l'italiano. Non contate sui sottotitoli, per questo conoscere i tre atti è importante. Lo spettacolo dura circa due ore e la pagina di prenotazione indica l'orario di inizio per la vostra data.
A chi non è adatto
Gli amanti della commedia dovrebbero guardare altrove, perché l'eroina muore e l'opera parla di vergogna, sacrificio e malattia. Se avete bisogno di parole in inglese su uno schermo o di un teatro d'opera a grandezza naturale con una grande buca dell'orchestra, uno spettacolo in chiesa potrebbe deludervi. Se una storia cantata per circa due ore vi sembra troppo, un'ora di arie in un palazzo a Roma è un'introduzione più dolce. Tutti gli altri vivranno la loro prima opera con una delle trame più note del repertorio.
Domande frequenti
La Traviata è triste?
Sì. È una tragedia: Violetta muore di tubercolosi nell'ultimo atto. Il primo atto è vivace, con una festa e una celebre canzone da bere.
Devo leggere prima la storia?
Aiuta, perché l'opera è cantata in italiano. Il riassunto in tre atti di questa guida richiede circa due minuti e rende la serata facile da seguire.
In che lingua è cantata?
In italiano. Piave scrisse il libretto in italiano e Verdi lo mise in musica per la prima a Venezia nel 1853.
Conoscerò qualche brano musicale?
Probabilmente sì. Libiamo ne' lieti calici, la canzone da bere del primo atto, è una delle melodie più note dell'opera.
Quanto dura lo spettacolo a Roma?
Circa due ore; ogni data del calendario indica un proprio orario di inizio.
Chi ne ha scritto le parole?
Francesco Maria Piave, il librettista che scrisse dieci opere per Verdi, tra cui Rigoletto. Trasse La traviata dalla pièce di Dumas.
Quando fu rappresentata per la prima volta?
Il 6 marzo 1853 alla Fenice di Venezia. La prima andò male, e una versione rivista ebbe successo nel maggio 1854.
Fonti